Nella mia ora di Libertà

Dedicata a quegli imbecilli che hanno stappato spumante e festeggiato ingozzandosi di mortadella dopo aver sancito il declino totale di questo Paese! Dovreste ritrovarvi disoccupati domattina, con una famiglia alle spalle da sfamare! Allora forse non festeggereste così e accettereste pure di andare a ripulire a mano le strade della Campania piene zeppe di rifiuti! Paraculi!

Che schifo!

Questa sera sono deluso, deluso ed incazzato! Deluso da questo Paese che non fa mai un passo per cambiare, deluso dal fatto che un ladruncolo da quattro soldi e sua moglie possano decidere i destini e le scelte future di un’intera nazione, incazzato perché vedo solo tanta ignoranza, ottusità e superficialità da parte di molte persone che dovrebbero sentirsi parte di uno Stato mentre in realtà ne vivono con entusiasmo solo i momenti di crisi, come se questi momenti non interrompessero anche le vite di ciascuno di noi! Sono incazzato perché non è possibile accettare che in una democrazia, un partito cattomafioso che non raggiunge nemmeno lo 0,8% delle preferenze, possa dettare regole e richieste. Sono stanco che vecchi sepolcri imbiancati manovrino la vita dei giovani e delle famiglie da più di cinquant’anni, sempre lì, sempre al loro posto. Vorrei che ci fosse un modo per cancellarli tutti da questo mondo.

Ma forse stasera quel che posso fare è ascoltare questa meravigliosa canzone di Fabrizio De Andrè, sperando che vi sia ancora qualcuno che vuole imparare il mestiere cantato dal grande Faber:

Chi va dicendo in giro
che odio il mio lavoro
non sa con quanto amore
mi dedico al tritolo,
è quasi indipendente
ancora poche ore
poi gli darò la voce
il detonatore.

Il mio Pinocchio fragile
parente artigianale
di ordigni costruiti
su scala industriale
di me non farà mai
un cavaliere del lavoro,
io sono d’un’altra razza,
son bombarolo.

Nello scendere le scale
ci metto più attenzione,
sarebbe imperdonabile
giustiziarmi sul portone
proprio nel giorno in cui
la decisione è mia
sulla condanna a morte
o l’amnistia.

Per strada tante facce
non hanno un bel colore,
qui chi non terrorizza
si ammala di terrore,
c’è chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo,
io sono d’un altro avviso,
son bombarolo.

Intellettuali d’oggi
idioti di domani
ridatemi il cervello
che basta alle mie mani,
profeti molto acrobati
della rivoluzione
oggi farò da me
senza lezione.

Vi scoverò i nemici
per voi così distanti
e dopo averli uccisi
sarò fra i latitanti
ma finché li cerco io
i latitanti sono loro,
ho scelto un’altra scuola,
son bombarolo.

Potere troppe volte
delegato ad altre mani,
sganciato e restituitoci
dai tuoi aeroplani,
io vengo a restituirti
un po’ del tuo terrore
del tuo disordine
del tuo rumore.

Così pensava forte
un trentenne disperato
se non del tutto giusto
quasi niente sbagliato,
cercando il luogo idoneo
adatto al suo tritolo,
insomma il posto degno
d’un bombarolo.

C’è chi lo vide ridere
davanti al Parlamento
aspettando l’esplosione
che provasse il suo talento,
c’è chi lo vide piangere
un torrente di vocali
vedendo esplodere
un chiosco di giornali.

Ma ciò che lo ferì
profondamente nell’orgoglio
fu l’immagine di lei
che si sporgeva da ogni foglio
lontana dal ridicolo
in cui lo lasciò solo,
ma in prima pagina
col bombarolo.

Niente ora d’aria

IO sono la classica persona
che ama solo quando soffre
o quando sente piu’ vicino l’abbandono

Io sento qualcosa che ci unisce
Destino fatale e ineluttabile
Come un legame tra la vittima e il carnefice
Allora… cosa chiedi di meglio
se a te piace farmi male
Legami le mani legami con doppi nodi
all’anima
Porta la mia vita a correre da qualche parte
e stancala
Solo mi farai felice se sarai crudele
con me
E se sono prigioniero io mi sento libero
Questo gioco delle parti
Prevede la tua fuga e il mio aspettarti
Ci porta dentro una spirale interminabile
Allora… cosa chiedi di meglio
se a te piace farmi male
Legami le mani legami con doppi nodi
all’anima
Porta la mia vita a correre da qualche parte
e stancala
Solo mi farai felice se sarai crudele
con me
E se sono prigioniero io mi sento libero

(M. Venuti)

Inevitabile follia

e’ inevitabile oramai
come uno sbaglio di corsia
questo groviglio fra di noi
questa tua bocca sulla mia
e le tue mani su di me
sulle mie mani su di te
molto probabile che sia
inevitabile follia

fammi entrare nel tuo labirinto
voglio perdermi dentro di te
siamo due calamite viventi
tutto il resto nel mondo non c’è

e questo amore ci darà
un’incredibile energia
un varco dove la realtà
sconfina nella fantasia

e quante notti dormirei
sulla tua dolce prateria
perché ti voglio e tu mi vuoi
inevitabile follia

esisto solo io
esisti solo tu
e questo il nostro amore
il resto non c’è più […]

(RAF)

A life together

So baby don’t worry about a thing ‘cause every little thing gonna be all right!” tells the song I’m listening now.

And is what I want to say you (“this is my message to you“). I love you and I’m near you. And all this will become true very soon. I promise you

 TE QUIERO MI AMOR!

Che fretta c’era?

A parte che i tempi stringono e tu li vorresti allargare
e intanto si allarga la nebbia e avresti potuto vivere al mare.

vue_aerienne.jpg

CAZZO!!!!

E’ necessario

Te quiero 

Io so che non è facile
riuscire a proiettarsi nel futuro
immaginando come sarà
la vita andando avanti:
le scelte che farò
saranno sempre più importanti
dei dubbi che ho
che oggi sono ancora tanti.

E’ necessario che io sia coerente con me stesso
per dare il peso giusto e un senso a tutto il resto
ed è importante che non faccia cose in cui non credo
per non confondermi e dover tornare indietro…
e’ necessario, è necessario…

Oggi è un nuovo giorno
e se vorrò potrò passarlo meglio,
guardando verso il sole
cercando il tuo sorriso al mio risveglio;
non so cosa farò
non mi farò troppe domande,
so solo che vivrò
e questo forse è più importante…

(Tiromancino)