Choke

Io ho bisogno che qualcuno abbia bisogno di me, ecco cosa. Ho bisogno di qualcuno per cui essere indispensabile. Di una persona che si divori tutto il mio tempo libero, il mio ego, la mia attenzione. Qualcuno che dipenda da me. Una dipendenza reciproca. […] Come una medicina, che può farti bene e male al tempo stesso.

Soffocare – Chuck Palahniuk [2002]

Consigliami un “bel” film…

Scegliere film per gli altri è una cosa rischiosa. In un certo senso è un processo rivelatore, come scrivere una lettera a qualcuno. Rivela i tuoi pensieri, le pulsioni interiori, a volte mostra perfino come pensi che il mondo ti veda. Così quando raccomando un film ad un amico, quando gli dico con manifesto entusiasmo <<Vedrai, è magnifico, ti piacerà da morire!>> è terribile rivedere quell’amico nei giorni successivi e sentirsi chiedere con incredulità <<Ma davvero tu l’hai trovato così bello?!>>.

Ricordo, una decina di anni fa’, di aver raccomandato Lolita ad una ragazza che mi piaceva e quando la rincontrai il suo sguardo diceva <<Ah, allora è così che sei fatto!>> (forse temeva fossi un James Mason dei poveri!).

Perciò con il tempo ho imparato a tenere la bocca chiusa nei videonoleggi o nei cinema, luoghi nei quali di tanto in tanto sarei tentato di gridare avvertimenti a perfetti sconosciuti, di strappare il film dalle loro mani mentre assicuro loro che quest’altro film, questo quì accanto o nell’altra sala, è decisamente una scelta migliore.

Ironia

Agli uomini l’ironia piace perché è tutt’uno con il sentimento del potere, del distacco, della superiorità, cioè le cose insite in loro. Il riso femminile e il riso maschile sono completamente diversi: il riso delle donne è tutt’uno con la liberazione, con il lasciarsi andare. Perfino il suono è diverso, non è quel ringhio che senti quando gli uomini si mettono a ridere tutti insieme.

(Jonathan Coe)

Attore o Comparsa?

Il tempo passa ed io mi sento sempre più lontano da quell’idea di me stesso che avrei voluto rendere reale. La noia ha preso il sopravvento su quell’anima allegra e spensierata che volevo come compagna di vita. Tanti rimpianti e nessuna certezza. Ridotto a comprimario di questa mia esistenza che subisco invece di plasmare. Pochi visi nuovi nelle mie giornate tutte simili. Sempre meno voglia di osare un passo nuovo, anche solo per vedere cosa si prova. Senza conoscere nè la felicità nè l’infelicità. Semplicemente sospeso in un limbo sempre più colmo di un liquido anestetico di cui mi nutro senza però volerlo realmente. Si può evitare di bagnarsi per paura di affogare? Si può evitare di guardare il sole per paura di bruciarsi? E si può evitare di scappare per paura d’esser catturati?
Sono la prova “vivente” che esiste una risposta affermativa a tutte queste domande.
Eppure ancora non capisco perché, quando e dove questa situazione ha avuto inizio. Neppure questo ho ottenuto. A cosa è servito guardarsi dentro per tanto tempo, cercando di evitare i comportamenti o le esperienze “a rischio”, se poi mi sono dovuto accorgere che senza rischi non c’è più vita? Come se ti dicessero che la medicina in grado di contrastare tutti i mali è la morte. Bella consolazione, no?!

Questa è proprio l’Italia (Thank Brusco)

Barzellettina

Cappuccetto Rosso sta attraversando allegramente il bosco in
bicicletta quando il lupo le si para davanti:
“BU…!!!”
 

Lei si spaventa e cade dalla bici…
“VAFFANCULO..!!! PEZZO DI MERDA..!!!

MI HAI ROTTO LA BICI ADESSO COME FACCIO..!!!”
Il lupo allora le dice:
“Smettila per carità, adesso prendo la saldatrice e te la aggiusto.
Basta che la smetti!”
E così prende la saldatrice, aggiusta la bicicletta e se ne va in un’altra zona del bosco a tendere un’altro agguato.
Ad un certo punto…

“BU…!!!”
Di nuovo Cappuccetto Rosso che cade dalla bici:
“VAFFANCULO..!!! PEZZO DI MERDA..!!!

MI HAI ROTTO LA BICI ADESSO COME FACCIO..!!!”
E il lupo, sconsolato prende la saldatrice, aggiusta di nuovo la bicicletta e se ne va.
Dopo un po’…

“BU…!!!”
Cappuccetto Rosso cade:
“VAFFANCULO..!!! PEZZO DI MERDA..!!!

MI HAI ROTTO LA BICI ADESSO COME FACCIO..!!!”
Il lupo, ormai mezzo isterico riprende la saldatrice e aggiusta ancora la bicicletta, dopodiché…..stanco e nervoso se ne va a casa della nonna, la mangia e si mette al suo posto a letto per riposare un po’.
Dopo un po’ anche Cappuccetto Rosso arriva alla casetta, entra e trova la ‘nonna‘ a letto.
“Nonna, ma che orecchie grandi che hai!”
il lupo: “per sentirti meglio piccola mia”…
“Nonna, ma che mani  grandi che hai!”
il lupo: “per accarezzarti meglio piccola mia”…
“Nonna, ma che occhi rossi che hai…!!!”

“VAFFANCULO STRONZA, E’
TUTTO IL GIORNO CHE SALDO!!!!!!!”

Le Passanti