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Magari fosse così…

Jeunesse lève toi!!!!

You’ve got a friends

Come nelle fiction?!

Complimenti al presidentissimo Berla che mima di sparare con un mitra ad una giornalista russa che aveva posto una domanda al suo “amico” russo non-comunista Putin! La memoria storica ce la ficchiamo nel deretano, ma anche quella più recente sembra essere completamente assente dalla vita del “nuovo” presidente degli italiani. Morbo di Alzheimer?! No, non c’è nulla da intaccare sotto quei capelli riattaccati con il mastice!

Nel mondo democratico e civilizzato un pirla così avrebbe preso meno voti del ciccione ferrara!

In questo paese di marionette sbeffeggianti è capo di Governo!

Aspettiamo la prossime puntate della serie. In fondo la maggior parte degli italiani lo ha votato perchè Lui è “GIOVANE”!!

Berlusconi Putin

Anche il grande Indro si sbagliava…un vaccino per tre epidemie???!

Indro Montanelli su Berlusconi

Questo è un estratto di un intervista pubblicata su Micromega in cui Curzio Maltese intervistò Indro Montanelli su Berlusconi

MALTESE: Caro direttore, che effetto ti fa leggere ora su tutti i giornali liberali d’Europa le stesse cose che sostieni da anni su Berlusconi?

MONTANELLI: «Non è certo una sorpresa. Se uno fa il giornalista, da destra o da sinistra, da sopra o da sotto, sul nostro Berlusconi arriva a quelle conseguenze. La differenza è che i colleghi stranieri parlano anche nel nome di un mondo, di una borghesia illuminata, di un capitalismo democratico che guarda al berlusconismo con giustificata diffidenza. Mentre noi in Italia siamo quattro gatti e parliamo fra noi».

L’avvocato Agnelli, che dovrebbe essere il simbolo di quel capitalismo democratico, ha finito per prendere le parti di Berlusconi, in nome di uno strano patriottismo. Dice che non siamo una repubblica delle banane…..

«…..La sortita di Agnelli mi ha sorpreso. Lui dovrebbe sapere, per la storia di famiglia, che cosa significa mettere il paese nelle mani di un capoccia».

Sei stato accusato di aver scritto per risentimento personale nei confronti di Berlusconi, dopo la vicenda del «Giornale».

«Ma io non ho nessun risentimento, alla mia età poi. M’incazzo soltanto quando Berlusconi mente sui nostri rapporti. Lui vorrebbe nientemeno far credere alla gente che mentre io dirigevo il “Giornale” cospiravo per dirigerne un altro. Pensa che invenzioni pur di non ammettere la banale verità. Mi ha fatto fuori perché non ero il tipo da dirigere un giornale di partito, tanto più ch’ero fortemente contrario alla sua discesa in campo e glielo avevo detto a chiare lettere»…..

Con «La Voce», omaggio a Prezzolini, sei andato alla ricerca di una borghesia moderata, di una destra liberale, ma non l’hai trovata.

«Calcolavo di portarmi dietro i tre quarti dei lettori del «Giornale». Ma quei tre quarti erano molto più a destra di me. Sono stato un simbolo dell’anticomunismo, mi chiamavano il fascista. Ma il mio anticomunismo era liberale. Il loro era ed è fascismo mascherato».

Parliamo di questo anticomunismo in morte del comunismo…..

«…..Riflette l’immensa vigliaccheria e l’opportunismo della borghesia italiana. Quando il pericolo comunista c’era ed era forte, fino agli anni Settanta, la nostra borghesia cercava il compromesso. Poi, a muri crollati, si sono scoperti ferocemente anticomunisti. E ci credono pure. Ricevo decine di lettere di persone anche colte, medici, ingegneri, che sono convinti di aver vissuto in questi anni in un regime di «rossi». Quando se c’è stato nella storia un antiregime, questo è stato proprio il governo dell’Ulivo….. Hanno fatto poco, perché avevano una maggioranza ristretta e litigiosa. Ma quel poco era di qualità. Non hanno rubato, non hanno alzato la voce, hanno provato a riformare questo paese allergico alle riforme….. Come si fa a capovolgere una verità così solare? La verità è che questo anticomunismo è una scusa per agitare il manganello».

Si torna all’impossibilità di essere normali della destra italiana. Vittorio Foa sostiene che il fascismo non ha distrutto la sinistra, che ha resistito al Ventennio, ma ha spazzato per sempre la possibilità di una destra democratica, europea. Tu sembri ancora più pessimista.

«Sì, gli italiani non sanno andare a destra senza manganello. Non amano la destra seria e non l’hanno mai amata, prima e dopo il fascismo. Pensa alla grande destra risorgimentale, ai Sella, agli Spaventa….. E pensa alla parabola di De Gasperi. No, la destra liberale in Italia è stata sempre impopolare, una minoranza odiata e derisa. Gli andava bene Mussolini e gli va bene Berlusconi. Che cos’hanno Berlusconi e i suoi alleati in comune con la destra liberale, legalitaria? Nulla….. La destra è incompatibile con il «parabolismo», la ciarlataneria e Berlusconi è un parabolano, un grande ciarlatano….. La capacità di menzogna di Berlusconi è quasi commovente. Perché il primo a credere alle sue menzogne è lui…».

Sei convinto che prima o poi gli italiani se ne accorgeranno?

«Sì, ma devono andare a sbattere. Ci libereremo di Berlusconi come del vaiolo, con il vaccino. E l’unico vaccino è che provi a governare….. Parliamoci chiaro, la maggioranza degli italiani quest’uomo lo vuole e non da oggi, dal giorno della discesa in campo. Se non è andato al potere è stato soltanto perché la Lega è andata per conto suo. Certo, negli ultimi tempi ha detto cose terribili….. Berlusconi andrà al potere e gli italiani capiranno finalmente….. Se vince di poco, dura pochissimo. Altrimenti chissà. Gli italiani ci mettono un po’ a capire. Ma è vero che per fare un regime bisogna avere le capacità, cooptare una classe dirigente. Mussolini l’ha fatto, dopo gli anni dello squadrismo. Berlusconi non so se lo farà. Vedi, c’è una differenza. Mussolini in fondo odiava i fascisti, li usava ma li disprezzava e ne diffidava. A fare il governo ha chiamato il liberali, i nazionalisti e qualche ex compagno. Berlusconi invece ama i berluscones, perché lo adorano….. Gli unici uomini di qualità che ha avuto intorno sono Confalonieri e Gianni Letta. Gli altri sono soltanto servi e killer».

Questa assenza di progetto e di programma, puntando tutte le carte su un uomo solo e sui primi mitici «cento giorni», non è assurdo per una grande potenza che dovrebbe pensare al futuro?

«Ma gli italiani al futuro non credono e nemmeno al resto….. Vogliono il «ghepensimi» per non pensarci loro, ma è un’illusione. Una scelta che condanna l’Italia a un grande discredito internazionale… All’estero si preparano a trattare l’eventuale governo berlusconiano come un’anatra zoppa….. Berlusconi non ha altre scelte, non le ha mai avute, o vince o perde tutto. Fa il suo mestiere. Ma agli italiani costerà seguirlo nell’avventura».

Meno 7 ore, ma a cosa???!

Staremo a vedere….

Ma come ho fatto a non pensarci prima?? Marina Barbara o Eleonora?! Bastardo!

«Le precarie? Sposino mio figlio» Ecco la soluzione di Berlusconi

Precari, 220, foto Ansa, 19/6/2007

Sposarsi il figlio di Berlusconi o qualche altro erede di un milionario. È questa la “ricetta” che Silvio Berlusconi propone a una studentessa che, nel corso di “Punto di vista” del Tg2, gli chiede come è possibile per le giovani coppie mettere su famiglia senza la sicurezza di un reddito fisso. «Lei mi dice dei problemi delle giovani coppie di precari. Io, da padre - risponde Berlusconi sorridendo - le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere».

Il conduttore della trasmissione, Maurizio Martinelli, aggiunge: «Presidente, credo che di figli di Berlusconi in giro ce ne siano pochi…». Ma il Cavaliere, sempre sorridente, rivolgendosi alla ragazza, risponde: «Se dovessi dire qual è il consiglio più valido, penso sia quello che le ho dato all’inizio…».

…ma di questo “amici” e “il grande fratello” non parlano

Che roba contessa all’industria di Aldo, han fatto uno sciopero quei quattro ignoranti,
volevano avere i salari aumentati, dicevano pensi, di essere sfruttati.
E quando è arrivata la polizia quei quattro straccioni han gridato più forte,
di sangue han sporcato i cortili e le porte, chissà quanto tempo di vorrà per pulire.

Compagni dai capi e dalle officine
prendete la falce e portate il martello
scendete giù in piazza e picchiate con quello
scendete giù in piazza e affossate il sistema.

Voi gente per bene che pace cercate,
la pace per fare quello che voi volete,
ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra,
vogliamo vedervi finire sottoterra.
Ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato,
nessuno più al mondo dev’essere sfruttato.

Sapesse contessa che cosa mi ha detto un caro parente dell’occupazione,
che quella gentaglia rinchiusa là dentro di libero amore facea professione.
Del resto mia cara, di che si stupisce, anche l’operaio vuole il figlio dottore
e pensi che ambiente ne può venir fuori, non c’è più morale contessa.

Se il vento fischiava ora fischia più forte,
le idee di rivolta non sono mai morte,
se c’è chi lo afferma non state a sentire
è uno che vuole soltanto tradire.
Se c’è chi lo afferma sputategli addosso,
la bandiera rossa ha gettato in un fosso

Tu da che parte stai??!

Oggi è un giorno che vale la pena guardarsi alle spalle,
e anche uno specchio può andare bene.
Per liberarsi dalle catene
, dalle montagne venire a valle,
anche uno specchio va bene.
Così vediamo dove stiamo e dove stiamo andando,
così impariamo ad imparare e a sbagliare sbagliando.
Tu dove vai fratello?
Sei partito che era tutto fermo
e adesso già la terra sotto ai tuoi piedi si sta spostando.
Tu cosa credi bello?
Che davvero sia una buona stella,
questa stella nera che ci sta accompagnando?

E se non fosse per sentirmi vivo adesso,
io nemmeno probabilmente, starei cantando.
Tu da che parte stai?
Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati?
O di chi li ha costruiti rubando?

Oggi è un giorno da stare in coperta
a guardare le onde arrivare,
su tutti i lati di questa nave.
E non c’è spiaggia dove nascondersi,
e non c’è porto dove scampare, al tribunale del mare.

Sarà sereno e se non sarà sereno, si rasserenerà.
In quale notte ci perderemo?
Quale futuro ci raccoglierà?

Tu dove vai fratello?
Sei partito che era ancora notte,
e adesso già l’asfalto sotto ai tuoi piedi si sta squagliando.
Tu cosa credi bello?
Di sapere veramente il prezzo e il nome,
e il nome e il prezzo che ti stanno dando?

Ma se non fosse per sentirmi vivo adesso,
io nemmeno per tutto l’oro del mondo, starei gridando.
Tu da che parte stai?
Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati?
O di chi li ha costruiti rubando?

Sin miedo a nada

Me muero por suplicarte, que no te vayas mi vida

me muero por escucharte  decir las cosas que nunca digas, más

me callo y te marchas, mantengo la esperanza

de ser capaz algún día,  de no esconder las heridas

que me duelen al pensar que te voy queriendo cada día un poco más

Cuánto tiempo vamos a esperar

Me muero por abrazarte y que me abraces tan fuerte

me muero por divertirte   y que me beses cuando despierte

acomodado en tu pecho hasta que el sol aparezca

Me voy perdiendo en tu aroma,  me voy perdiendo en tus labios

que se acercan susurrando palabras que llegan a este pobre corazón

Voy sintiendo el fuego en mi interior

Un uomo qualunque

Una volta era tutto più facile: un uomo sapeva cosa volesse dire essere un uomo. Reagiva davanti alle cose sbagliate, aveva il diritto di farlo, anzi, era scontato che lo facesse. Lo stile di vita e i continui confronti in qualche modo preparavano agli inevitabili conflitti: quelli che possono portare al disgregamento o alla morte.

Poi è successo qualcosa: abbiamo oltrepassato la decenza. Gli avvocati sono diventati i nostri pastori e ciò che un tempo era comprensibile e lineare si è intorbidito nella burocrazia di ciò che definiamo “civilizzazione”.

Ora non si reagisce più davanti alle cose sbagliate: si bivacca nei tribunali macinando chilometri di cavilli burocratici. La donna ha chiesto la parità e alla fine l’ha ottenuta. Non conquistando tutti i privilegi dell’uomo, ma castrandolo in una sagoma femminile.

Non mi importa cosa dite: questo non è progresso e non è neanche evoluzione. E’ una malattia e c’è bisogno di qualcuno che capisca qual è la posta in gioco, qualcuno che possa esporsi come un vero uomo e prendere posizione contro l’ingiustizia di questo mondo. Oggi. Adesso. Prima di pranzo.

Arriva il momento in cui i malati e i deboli devono essere sacrificati per salvare il gregge?